Lesbica non è un insulto - L'intervista

07 marzo 2015

Lesbica non è un insulto - L'intervista

Ciao Martina, Fabiana, Letizia, Morena e Dunja! Raccontateci brevemente chi sono le ragazze di Lesbica non è un insulto.

Siamo un gruppo di cinque amiche. Martina è la fotografa e l'autrice di “Lesbica non è un insulto” mentre Fabiana, Letizia, Morena e Dunja sono le modelle e collaboratrici al progetto. Lavorare insieme è stato semplice perché ci conosciamo da molti anni, ad esempio, durante gli scatti non c'è mai stato l'imbarazzo di rimanere nude e in posa.

Com’è nata l’idea di finanziare il vostro progetto tramite il crowdfunding?

Quando è nato il progetto molte associazioni si sono offerte di ospitarci. Spesso però non avevano la possibilità di pagare le spese di trasporto delle foto. Inizialmente siamo riuscite ad autofinanziarci, ma col tempo la situazione è diventata difficile da sostenere economicamente… Abbiamo così pensato di fare una campagna di crowdfunding!

Quanto è durata la fase di preparazione della campagna e come vi siete organizzate internamente per gestirla? Vi siete divise i ruoli in qualche modo?

Per prepararci alla campagna abbiamo impiegato circa un mese e mezzo. Per quanto riguarda l’iscrizione alla piattaforma e la parte diciamo più “burocratica” se n’è occupata prevalentemente Fabiana, che si occupa anche della comunicazione sui social. Per aumentare la nostra visibilità, inoltre, abbiamo deciso di realizzare dei video divertenti in cui abbiamo recitato tutte ma per girarli e montarli ci siamo avvalse anche di un aiuto esterno.

Come avete comunicato con il vostro pubblico?

Abbiamo appunto pensato a una campagna video promozionale che avesse come filo conduttore "Fai la cosa giusta prima che sia troppo tardi", sfruttando a nostro vantaggio il periodo natalizio. Abbiamo giocato sul fatto che ognuno di noi durante l'anno fa delle azioni “cattive”, per disattenzione o per pigrizia ma che in realtà non vorrebbe fare. La donazione alla nostra campagna è il modo per compensare a un anno di comportamenti negligenti o mediocri e fa un po’ da catarsi per lo spettatore che si immedesima facilmente con le protagoniste del video.

Quali sono stati secondo voi gli elementi che hanno portato al successo della vostra campagna?

Sicuramente l'idea di metterci in gioco realizzando dei video spiritosi è stata una mossa vincente. Oltre al fatto di esserci divertite a realizzarli crediamo che sia stata apprezzata la buona volontà e la fantasia.

Oltre alla realizzazione dei video, senz'altro ha aiutato molto avere una strategia completa che andasse dai social, a una campagna di newsletter e in ultimo ma non per ultimo il contatto diretto con i nostri amici e i familiari che a loro volta ne hanno parlato con le persone a loro vicine. Sono stati in tanti a credere in noi e a sostenerci.

Che difficoltà avete incontrato durante il percorso?

Sapere se il nostro impegno ci avrebbe premiate, sapere se i nostri concetti stavano passando oppure se stavamo dando alcune cose per scontate.

Quali erano le vostre aspettative?

Non avevamo molte aspettative, è stata una scommessa. Ci siamo dette: perché no? Provare non ci costa nulla!

Quali sono i prossimi step per Lesbica non è un insulto?

Proprio ora stiamo ristampando le foto su pannelli, per poter affrontare agevolmente le prossime esposizioni. Grazie al crowdfunding a partire dal mese di marzo faremo tappa a Torino (dove è iniziato tutto), poi ad Alessandria, Milano, Agape, Reggio Emilia, Genova e infine faremo un piccolo tour della Toscana. Non vediamo l’ora!

In bocca al lupo e complimenti ancora per il vostro successo!

 


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