The project

L'orizzonte è in costante cambiamento mentre i corpi dei danzatori esplorano le suggestioni generate dai pensieri di Christopher McCandless, dal cui diario di viaggio sono già nati il libro di Jon Krakauer e il film di Sean Penn “Into the Wild”. Il desiderio di scoperta e la consapevolezza di sé maturano la possibilità di scegliere e, infine, di cambiare la propria vita. Viaggio e libertà sono i temi su cui si è fondato il percorso creativo, frutto di diverse esperienze in contesti extraurbani eccezionali e in luoghi caratterizzati da una forte connotazione semantica, come quello carcerario. Tra la possibilità di scegliere e la decisione messa in atto c'è la pulsione umana e l'istintività con cui ognuno di noi si rapporta a se stesso e al mondo circostante. Un magma di immagini, suoni, luci e corpi in movimento rivela la battaglia interiore necessaria per una rinnovata scoperta di sé.

Tommaso Serratore

IL PROGETTO

Corpo Pensante nasce nel 2014 come progetto rivolto a danzatori che intendono intraprendere un’esperienza artistica continuativa e aperta alla scoperta. Si pone come momento formativo e motore di consapevolezza attraverso la messa a punto di pratiche fuori dal loro consueto contesto, e si sviluppa con l’obiettivo, fra gli altri, di realizzare una composizione coreografica in cui il pubblico divenga testimone del processo creativo. Nato in un contesto accademico, il progetto prende le mosse da un training fisico che punta all’acquisizione di una maggiore consapevolezza del proprio corpo in moto, fornendo le basi per un utilizzo più mirato del peso, delle traiettorie e dei volumi come fonti di informazione per generare movimento. Il progetto si è sviluppato in un ciclo di incontri della durata totale di 24 giorni, distribuiti tra la primavera e l'autunno del 2014.



Nella prima fase di incontri l'obiettivo è stato quello di educare il corpo dei danzatori a stare in luoghi non teatrali, molto ampi, naturali o urbani, luoghi senza confini e convenzioni prestabilite. Si sono osservate le diverse intuizioni del corpo, si registrano le prospettive, le ampiezze, le traiettorie, i pieni e i vuoti e i vari punti di fuga e si è sviluppato il proprio potenziale creativo, attingendo alla propria esperienza e mettendola in discussione con quelle altrui. Un'indagine sulla relazione tra individui che abitano uno stesso spazio, capaci di generare possibilità sempre inedite, ingegnose e animate da una folle saggezza.

Cosciente dell'esperienza pregressa, nel secondo periodo di incontri il performer è diventato compositore e interprete di ciò che egli stesso scrive nello spazio per mezzo del suo corpo. Viaggio e libertà sono i due temi su cui si è fondato l’approccio creativo ne Il Coraggio di Stare, con la suggestione di alcuni pensieri tratti dal diario di Christopher McCandless e dal film Into the Wild (regia di Sean Penn). All’interno di questo contesto di ricerca ci si è preoccupati di creare le condizioni necessarie affinché ogni partecipante potesse esprimere la propria individualità in relazione a quella dei compagni, ponendo l'attenzione sulla presenza intesa come stato all'interno dell'azione e come ingombro sulla scena.

Nella terza fase, il progetto ha voluto indagare le possibilità di intervento della disciplina coreutica in un contesto particolarmente eccezionale e complesso come quello carcerario. Le motivazioni che hanno portato a questa scelta sono legate in particolare all'esigenza di attuare un processo di valorizzazione delle risorse umane presenti in ambito carcerario, facendo esperienza diretta di un luogo caratterizzato da una forte connotazione semantica. Questa fase ha dunque visto il coinvolgimento e la partecipazione di sei detenuti della Casa Circondariale di Castrogno (Teramo), di diverse fasce d’età e diversa provenienza che hanno lavorato con i danzatori dell'Associazione Interferenze. La dinamica di gruppo, creata attraverso un training basato su elementi quali coordinazione, ritmo, studio del peso e analisi dello spazio, ha permesso l'instaurarsi di condizioni in cui lo scambio e il confronto hanno messo a tacere ogni eventuale opinione pregiudiziale, permettendo di affrontare il lavoro coreografico con la massima cura. L'elemento performativo costituisce il risultato più concreto e tangibile di questa operazione. Il gruppo ha continuato a lavorare su alcuni pensieri tratti dal diario di Christopher McCandless, partendo dall'analisi dei contenuti per poi tradurli in movimento; sono stati presi in considerazione alcuni principi di spazializzazione del movimento, funzionali all'elaborazione di traiettorie specifiche e alla valutazione di ampiezze e modalità di relazione con lo spazio, con se stessi e con gli altri. Si sono così create delle scene di ispirazione comune, con un vocabolario condiviso, che hanno generato una struttura di svolgimento della performance finale a cui si è successivamente aggiunto un lavoro di improvvisazione istantanea che potesse sostenere l'azione primaria. A tutto ciò si è sovrapposto un articolato lavoro di videomapping sostenuto da un attento studio della luce, che divide il palco in quattro quadranti e mira a “rivelare l’immagine” attraverso un disegno specifico per ogni luogo dello spazio scenico. Le fonti luminose divengono, così, vere e proprie coprotagoniste sulla scena.

Nel luglio 2016 Corpo Pensante è entrato nel carcere di Torino. Sostenuti dalla fiducia nel corpo come veicolo espressivo privilegiato, bacino di risorse per lo sviluppo cosciente dell’espressione personale oltre che artistica, abbiamo voluto trasmettere la convinzione che la creatività non è appannaggio di una cerchia di persone, bensì una risorsa. Si è voluta riaffermare l’uguaglianza delle persone sul piano personale e sociale, punto di partenza per la scoperta di risorse inedite che si rivelano essere nuovi possibili strumenti di comunicazione.

Il Coraggio di Stare è diventato uno spettacolo teatrale con cinque danzatori, che ha visto la collaborazione del videomaker Salvatore Insana. Il progetto ha vinto il bando indetto da CID Cantieri di Rovereto e Piemonte dal Vivo / Lavanderia a Vapore di Collegno, ottenendo due residenze artistiche e la possibilità di presentare l'anteprima del lavoro all'interno della 35^ edizione del Festival Oriente Occidente.



Si intende ora proseguire nella lavorazione, per dare vita a una sorta di documentario coreografico che possa lasciare una traccia concreta di tutto il processo di ricerca sin qui attivato. Usando la tecnica compositiva esplorata nelle residenze precedenti, si vuole continuare ad approfondire la ricerca sul movimento, al fine di ricercare un linguaggio corporeo personale e di decifrare un codice comune, con l'obiettivo di delineare sulla scena quella dialettica di pieni e vuoti che è, in definitiva, la modalità con cui ognuno di noi si rapporta a se stesso, agli altri, allo spazio, al mondo. Il lavoro di videomapping, in costante evoluzione, sarà finalizzato alla creazione di squarci e alla conseguente apertura di nuovi immaginari, modificando lo spazio scenico in un luogo mutevole e ampio. Parallelamente, verranno inserite alcune immagini di reportage tratte dall'esperienza fatta in carcere, portando in scena i detenuti tramite l'elemento video, con l'obiettivo di testimoniare il loro racconto attraverso i loro corpi e i loro gesti. Un'attenzione particolare sarà dedicata all'uso specifico della luce, in un “rivelarsi” che non è soltanto pratico e performativo ma anche simbolico ed emotivo. L'obiettivo è quello di creare uno spettacolo multidisciplinare, andando a contaminare le esperienze pregresse e intersecandole con molteplici risorse artistiche e diverse possibilità espressive.

Il contribuito di Becrowdy sarà destinato a sostenere le spese di produzione (costi di viaggio, diarie, ospitalità, materiale artistico, comunicazione, ecc.) poter procedere ulteriormente con la ricerca coreografica attraverso un'indagine più approfondita sulla dialettica e la drammaturgia, che possa condurre a una maturazione del materiale e donare al progetto efficacia e compiutezza strutturale.

VIDEO

Teaserhttps://www.youtube.com/watch?v=YBGnuCZgALw
3° studio Casa Circondariale di Castrognohttps://www.youtube.com/watch?v=t5hIXQebp8E
Backstage Casa Circondariale di Castrognohttps://www.youtube.com/watch?v=7uOSmh94lSA
2° studio Electa Teramohttps://www.youtube.com/watch?v=u_CrMnR3ttg
1° studio Electa Teramohttps://www.youtube.com/watch?v=y4Fwx0artNA

CREDITI E CONTATTI

ideazione, regia e coreografia Tommaso Serratore | interpretazione e collaborazione Elisabetta Bonfà, Miriam Cinieri, Andrea Sassoli, Ilaria Quaglia, Alessio Scandale | video Salvatore Insana | luci Eleonora Diana | musiche Gabriele Ottino | creazione realizzata nell’ambito del progetto Residenze coreografiche Lavanderia a Vapore 3.0 / Piemonte dal Vivo | coproduzione Festival Oriente Occidente, Autori Associati Zerogrammi | con il contributo di Regione Piemonte, MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali | con il sostegno di ACS Abruzzo Circuito Spettacolo

Email: tommaso.serratore88@gmail.com
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Skype: Tommaso Serratore